NEWS              Archivio esposizioni:   2002-2006   |  1999-2001  |  1993-1998  |  1984-1992  

COLLETTIVA
Auditorium Monteverdi
Marghera - Venezia - Ottobre 2004

Presentazione a cura di Enrica Angella e Piero Bongi

La tensione tra ideale e reale riteniamo caratterizzi le opere di Diego Landi, un artista per il quale ogni immagine prodotta rappresenta quasi una creatura: lo abbiamo osservato attentamente quando se ne separa, nel momento in cui l’affida a qualcun altro. Così, se possedete alcune immagini di questo maestro della fotografia, non potrete non ripensare di tanto in tanto a quell’istante nel quale si attua, per così dire, il passaggio di proprietà. Ma non illudetevi, non saranno mai completamente vostre, vi sono state consegnate piccole parti del suo cuore, del suo animo, del suo sentire che appartengono soltanto a lui.
E se vi è capitato di incrociare il suo sguardo, avrete percepito la sua incertezza, la sua titubanza anche mal celata, perché gli occhi non possono mentire, non nel suo caso.

Così vive, respira la fotografia Landi

Con questo mezzo cerca di arginare o di superare e vincere l’indeterminatezza del linguaggio, che non gli permette di mettere a fuoco alcunché di definibile o definito, mentre la sua ricerca si fa sempre più attenta, accurata proprio nella direzione del dettaglio, per tentare una scoperta - ri-scoperta di ciò che veramente” vale” nel senso più profondo di cui possiamo rivestire questa parola. Dunque, mentre la spettacolarizzazione e la mercificazione rappresentano due punti cardine dell’età in cui viviamo, il nostro artista tenta di sottolinearne la frammentarietà, ma allo stesso tempo i dati che studia portano la sua analisi proprio in questo senso, certo da un’angolazione diversa. Proviamo a definire in modo più opportuno i contorni di questo aspetto.

Le immagini di Diego spesso indugiano proprio su specifici elementi, particolari che potrebbero, ad una visione affrettata, proiettarci verso un mondo frattale, fatto di parti sempre più piccole e definite, in un mondo che risulta alquanto indeterminato, indistinto e vago, senza la percezione della struttura semantica che investe l’oggetto, e che riteniamo indichi, invece, una forte, intensa esigenza di senso e significato. Allora il pentagramma con le note musicali costituisce, in “Maurizio Nizzetto musicista”, non un valore aggiunto ma l’intima ragion d’essere : il legame tra Maurizio e la musica, che non ha bisogno di altro per essere compreso; mentre la mano in primo piano di ”bebobaldan musicista” evidenzia tutto il potere che detiene, la forza, ma anche la sensibilità di cui è necessariamente dotata o, ancora, le splendide immagini esposte alla Sesta Internazionale di fotografia di Solighetto (TV), immortalano le creazioni della giovane artista di Recoaro che si animano e si fondono con lei,ma che Landi fa sue tentando di percepire l’intimo rapporto stabilitosi tra la donna ed il risultato del suo lavoro.
In questo senso l’interpretazione di Merleau-Ponty ne ”L’occhio e lo spirito” che attribuisce valore al rapporto tra il corpo che percepisce e la potenza della comunicazione propria delle cose, trova una sua concreta validazione.

Di certo questi frammenti di vita non intendono spezzare, dividere ma ri-costruire, proprio partendo dalle piccole, grandi cose che fanno l’uomo tale.

In definitiva, quella tensione di cui si diceva in apertura, quasi come fosse un’arte combinatoria rivisitata secondo nuove indicazioni di Lullo, va alla ricerca di quei dati, attinti anche dalla memoria, che, appunto legati assieme, combinati possono dare significato al nostro pensiero. Ma la ricerca non è facile e spesso si imbatte nel perbenismo, nell’ipocrisia e nella presunzione. Le fotografie di Landi sono alleggerite di tanta zavorra e dimostrano che l’arte, quella vera si riconosce; e se ancor oggi è difficile dire, tra le molte interpretazioni possibili, cosa realmente essa sia, si percepisce spesso per l’intensa emozione che è in grado di suscitare, senza far riferimento ad un sapere razionale o deduttivo o argomentativo. Possiamo perciò solo cercare di spiegare le immagini di Landi, ma è sempre e solo un tentativo perché l’arte non si esprime con le strutture della logica, e questo Diego lo sa, lo vive nella pienezza di ogni contraddizione possibile.

 
 

Presentazione       Mostra virtuale      

FLYING FISHES
2006 MESTRE (VE)
LA FORZA DELL'AFRICA
2006 (TV)
FUSIONI ED IMPRESSIONI
2006 (PD)
IM PRESSIONI
2006 Mestre  (VE)

LANDI-LAMPO
Anima e forma
2005 Belluno

TERZA IMMAGINE
2004 Mestre (VE)
COLLETTIVA
2004 Marghera

MOGLIANO FOTOGRAFIA
2002
Mogliano (VE)

 

©2006 Diego Landi - All rights reserved
Graphic by studiopz.com               Powered by RGTEAM