| In
una ovattata multiproprietà di
una infelice felicità, sguazzando
tra piacevolezze mai iniziate e passioni
mai svanite, spiazzato da una continua
sovrapposizione di ruoli, annaspando
ai margini della vita vissuta, mi sento
troppo caratterizzato dal quotidiano
errare (nel senso doppio
di sbagliare e vagabondare con la mente
e con il corpo).
La fretta spsmodica è stata sostituita
da una tranquilla leggerezza che contrasta
con l'appesantimento maturo del corpo.
Lo scenario, invece, sembra sempre più
lunare, vuoti scenari di niente formato
famiglia conditi da una indifferenza
dell'addobbo sfavillante, impregnato
di un fetore da apnea. Ma in questo
scontro di opposti estremi io
vivo?
Diego |