L’idea di conoscere un po’ più a fondo il fotografo Diego Landi e di fare proprio di Diego Landi il soggetto della mia tesi di laurea è arrivata, oserei dire, quasi come un sorta di “colpo di fulmine”. La locandina della mostra “Terza Immagine”, allestita nel novembre del 2004, è stata la molla che ha innescato la scintilla…proprio mentre osservavo le immagini esposte al Centro Culturale Candiani di Mestre, l’idea della mia tesi potenzialmente iniziava a prendere forma.
Già da bambina avevo avuto l’occasione di partecipare a qualche mostra di Diego. Anche se i ricordi erano piuttosto labili, quei toni blu e seppia, ampiamente sfuocati, che da grande ho scoperto essere stati trattati con degli estesi viraggi, mi erano rimasti decisamente impressi.
 

 
Il desiderio, quindi, voleva essere quello di rivedere con un occhio più critico ed attento tutte le fotografie di Diego per conoscere la sua personalità e il suo essere fotografo e per dare forma a un lavoro che fosse originale e rappresentativo di chi, con la propria passione, ha indubbiamente contribuito a dare forma alla “faccia culturale” della propria città, alla quale Diego si dimostra sempre molto legato.
Proprio per questo motivo nella prima parte del lavoro ho concentrato la mia attenzione sul contesto sociale e culturale all’interno del quale Diego è cresciuto e si è formato, in particolare ho tentato di ricostruire la storia del locale “Al Vapore” di Marghera che ha visto il fotografo protagonista con la propria macchina fotografica molte volte nel corso degli anni.
     
 

 

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