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Veneto per nascita, Diego Landi è di fatto
cittadino del mondo su cui
posa lo sguardo inquieto di chi
grida fuori dal coro.
Poeta e narratore, la luce è lo strumento di cui si serve per
giungere
all’anima, all’essenza stessa di ciò che guarda, non
visto.
Abilmente, indaga l’emozione e ce la restituisce ricca e
profonda,
mutevole e sfuggente, lasciando di sé brevi tracce ad
ogni scatto.
Lo si scorge, a tratti, mai completamente svelato; lo si respira
nell’attimo
spiato, negli odori di materia che trasudano
dall’ombra.
Si crede d’averlo raggiunto e lui sfoca, dissolve, sgrana e
scompare,
occhieggiando divertito da un riflesso, un dettaglio.
In costante trasformazione, Diego Landi ha
la rara capacità di saper
rileggere la realtà secondo percorsi
propri del libero artista volgendosi
a musica, teatro, danza,
pittura, scultura con genuina originalità.

Paola Zafiropoulos |
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